Tour de France 2026, Grand Départ da Barcellona in pericolo a causa delle proteste?

La partenza del Tour de France 2026 da Barcellona potrebbe saltare. Dopo quanto successo alla Vuelta a España, c’è inevitabilmente grande preoccupazione in casa ASO per il Grand Départ già annunciato dalla capitale catalana per il prossimo anno. Anche a seguito delle numerose dichiarazioni dei politici locali, la Spagna ha chiarito che non intende interferire e impedire che i manifestanti esprimano il proprio dissenso riguardo la presenza di una formazione israeliana, e questo potrebbe chiaramente portare l’organizzatore transalpine a riconsiderare il proprio accordo con Barcellona (peraltro la Catalogna è considerata come una delle regioni più sensibili all’argomento).

La direzione della Grande Boucle dovrà dunque cambiare i propri piani per la 113ª edizione? Al momento sappiamo che la partenza sarà data il 4 luglio a Barcellona, con la corsa che svolgerà poi altre due tappe in Catalogna costituendo il terzo Grand Départ spagnolo per il GT francese, dopo San Sebastián nel 1992 e Bilbao nel 2023. Il contesto internazionale tuttavia lascia pensare che questo progetto potrebbe saltare, o quantomeno slittare a un periodo più favorevole. Anche considerando che la presentazione ufficiale del percorso dovrebbe svolgersi fra circa un mese (solitamente fine ottobre, si parla del 23 per quest’anno), Amaury Sport Organisation potrebbe decidere di giocare d’anticipo visto che appare improbabile che per tale data la situazione a Gaza possa essere migliorata.

“Date le circostanze, sembra difficile organizzare un evento di tale importanza”, ha commentato immediatamente l’esperto giornalista di Sporza Renaat Schotte, secondo il quale ASO vorrà ottenere garanzie dal governo spagnolo. Qualcosa che tuttavia non sembra semplice possa arrivare. Secondo il quotidiano svizzero Le Temps, alcuni collettivi filopalestinesi starebbero già pensando di disturbare il prossimo Tour de France. “Qui in Spagna il livello di repressione è molto inferiore a quello della Francia”, sottolinea peraltro l’attivista spagnolo Lidón Soriano, portavoce della piattaforma Boicot al Deporte de Israel (Boicottaggio di Israele nello sport).

In Spagna, paese che ha riconosciuto lo Stato di Palestina nel 2024, la causa palestinese è molto popolare. “Il fatto che queste manifestazioni sulla Vuelta abbiano avuto luogo in Catalogna e poi nei Paesi Baschi non è un caso. I movimenti indipendentisti sono sia di sinistra che di destra, ma molto forti tra la sinistra – spiega a RMC Sport il politologo specialista della Spagna Lucas Ormiere – In questi movimenti c’è l’idea che il popolo basco, come il popolo palestinese, sia visto come oppresso, a volte persino colonizzato”.

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